MONITORAGGIO DI BENI ARTISTICI E STORICI

Che cos’è
Il monitoraggio strutturale dei beni artistici e storici è un’attività diagnostica non distruttiva finalizzata alla tutela e conservazione del patrimonio culturale. Consiste nella misura e nel controllo nel tempo dei parametri strutturali e ambientali mediante sensori dedicati, installati con criteri di minimo impatto visivo e invasivo.

L’approccio integra tecniche di misura statiche, dinamiche e ambientali, consentendo una valutazione completa dello stato di conservazione dell’opera.


A cosa serve?
Il monitoraggio permette di controllare l’evoluzione di fenomeni di degrado e di individuare tempestivamente eventuali criticità strutturali, supportando la pianificazione di interventi mirati e non invasivi.

Le principali tipologie di controllo includono:

  • monitoraggio statico, per la misura di fessurazioni, deformazioni, rotazioni e cedimenti;
  • monitoraggio dinamico, per l’analisi del comportamento vibratorio dovuto a sollecitazioni esterne (traffico, vento, eventi sismici);
  • monitoraggio ambientale, per il controllo di temperatura e umidità, parametri fondamentali per la conservazione dei materiali.

Le tecnologie impiegate comprendono sensori miniaturizzati, accelerometri, sistemi laser scanner 3D e, in alcuni casi, tecniche avanzate di rilevamento da remoto, che consentono di misurare deformazioni anche su larga scala.

L’analisi delle variazioni nel tempo dei parametri monitorati consente di individuare eventuali evoluzioni del quadro fessurativo o deformativo.

Il monitoraggio assume particolare importanza nei contesti storici, dove è necessario adottare un approccio multidisciplinare che integri competenze ingegneristiche, architettoniche e storico-artistiche, garantendo la sicurezza senza alterare il bene.


Normativa di riferimento
Piano Straordinario Nazionale di Monitoraggio e Conservazione (2018);
D.M. 17/01/2018 (NTC 2018) – Norme Tecniche per le Costruzioni.

Torna in alto