INDAGINI ENDOSCOPICHE
Che cos’è
L’indagine endoscopica è una tecnica di ispezione in situ, non distruttiva o debolmente invasiva, che consente l’osservazione diretta di cavità e parti interne non accessibili degli elementi costruttivi. Viene eseguita mediante l’impiego di un endoscopio, strumento ottico dotato di sistema di illuminazione e acquisizione immagini, disponibile in versione rigida (boroscopio) o flessibile, con diametri generalmente compresi tra pochi millimetri e circa 20 mm.
Attraverso piccoli fori o discontinuità già presenti, è possibile analizzare la morfologia, la tessitura e lo stato di conservazione di murature, solai e strutture in calcestruzzo, ottenendo informazioni dirette sulla loro configurazione interna.
A cosa serve?
L’indagine viene eseguita praticando fori di diametro ridotto (generalmente tra 10 e 20 mm), realizzati con trapani a bassa velocità per evitare sollecitazioni eccessive sulla struttura. In alternativa, l’ispezione può avvenire sfruttando cavità o lesioni già esistenti. La profondità di indagine varia in funzione delle esigenze, potendo raggiungere anche lunghezze dell’ordine di 120–150 cm.
All’interno del foro viene introdotto l’endoscopio, dotato di sistema di illuminazione e microcamera ad alta risoluzione, che consente la trasmissione in tempo reale delle immagini su dispositivi di visualizzazione e la registrazione di foto e video per la documentazione dell’indagine.
La prova permette di rilevare la presenza di vuoti o cavità, analizzare la tipologia e la stratigrafia degli elementi costruttivi, valutare lo stato di conservazione dei materiali e individuare eventuali anomalie o discontinuità nella tessitura muraria o nei getti di calcestruzzo.
Per queste caratteristiche, l’endoscopia risulta particolarmente utile nella diagnostica strutturale e nelle attività di rilievo finalizzate a interventi di manutenzione, restauro e riqualificazione energetica degli edifici.
Normativa di riferimento
Non esiste una normativa univoca specifica; la prova viene generalmente eseguita secondo linee guida tecniche e buone pratiche di indagine diagnostica in situ.






