PROVE NON DISTRUTTIVE SU FONDAZIONI
Che cos’è
Le prove non distruttive su fondazioni sono indagini diagnostiche finalizzate alla valutazione dell’integrità, della geometria e della qualità dei materiali di pali e micropali senza arrecare danni alla struttura.
Queste tecniche consentono di analizzare il comportamento interno degli elementi di fondazione, individuando eventuali difetti o discontinuità, come restringimenti, inclusioni o interruzioni del getto.
A cosa serve?
Le indagini PND su fondazioni permettono di verificare la qualità esecutiva e lo stato di conservazione dei pali, sia in fase di collaudo che su strutture esistenti.
Tra le principali metodologie si distinguono:
- Prova ecometrica (PIT – Pile Integrity Test): si basa sulla generazione di un impulso meccanico sulla testa del palo e sull’analisi delle onde riflesse, consentendo di stimare la lunghezza e individuare anomalie lungo il fusto;
- Indagini ultrasoniche (Cross-Hole Logging): prevedono l’utilizzo di sonde inserite in tubi predisposti nel palo per valutare l’omogeneità del calcestruzzo attraverso la misura dei tempi di propagazione delle onde;
- Tomografia ultrasonica: consente una ricostruzione tridimensionale dell’interno del palo, utile per localizzare con maggiore precisione eventuali difetti;
- Metodi magnetometrici: impiegati per individuare la posizione e la distribuzione delle armature metalliche.
La velocità di propagazione delle onde, ottenuta dal rapporto tra distanza e tempo di percorrenza, rappresenta un parametro fondamentale per la valutazione della qualità del materiale.
Le prove non distruttive risultano particolarmente vantaggiose per la rapidità di esecuzione, l’economicità e la possibilità di testare un numero elevato di elementi, garantendo un controllo efficace dell’integrità delle fondazioni.
Normativa di riferimento
D.M. 17/01/2018 (NTC 2018) – Norme Tecniche per le Costruzioni;
Linee guida e standard tecnici di settore per prove non distruttive su fondazioni profonde.









